Dio ti solleva e attraverso La Liturgia, la Catechesi e la Carità Ci concede di contemplare il suo Volto

“Occorre ora ricordare che «la proclamazione litur- gica della Parola di Dio, soprattutto nel contesto dell’assemblea eucaristica, non è tanto un mo- mento  di  meditazione  e  di  catechesi,  ma  è     il dialogo di Dio col suo popolo, dialogo in cui ven- gono proclamate le meraviglie della salvezza e continuamente riproposte le esigenze dell’Alleanza» (Giovanni Paolo II, Dies  Domini).

Vi  è una speciale valorizzazione dell’omelia, che deriva dal suo contesto eucaristico e fa sì che essa  superi  qualsiasi  catechesi,                                               essendo  il momento più alto del dialogo tra Dio e il suo popolo,   prima   della   comunione   sacramentale.

L’omelia è un riprendere quel dialogo che è già aperto tra il Signore e il suo   popolo.

Chi predica deve riconoscere il cuore della sua comunità per cercare dov’è vivo e ardente il desiderio di Dio, e anche dove tale dialogo, che era amoroso, sia stato soffocato o non abbia potu- to dare frutto.” (FRANCESCO, Evangelii gaudium,  n. 137).

La trasfigurazione dell’uomo impegna tutti i fedeli in Cristo: col loro sacerdozio “comune”, i battezzati sono chiamati ad offrire se stessi in tutte e con tutte le loro attività; i ministri sacri, col loro speciale sacerdozio, sono invece consacrati per predicare il Vangelo, essere i pastori fedeli e celebrare il culto divino (Lumen gentium 28).

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